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ADDIO A GAETANO MEMMO

Questo catalogo era già in stampa quando abbiamo appreso la notizia della perdita di un artista ed un amico della Fondazione Michetti e nostro personale, da tanti anni. Gaetano Memmo se ne è andato proprio alla vigilia dell’ennesimo appuntamento annuale del Premio al quale, come sempre dalla sua nascita, non sarebbe mancato, e non solo perché era il rappresentante, in seno al Cda, degli artisti abruzzesi. Memmo aveva impreziosito, con la qualità e il carattere inimitabile della sua pittura, tante edizioni della rassegna di Francavilla, ma ci aveva arricchito tutti con i suoi consigli generosi, con il suo garbo e la sensibilità di una grande anima dai valori forti, sui quali non era disponibile a compromessi o accomodamenti.
La storia dell’arte non potrà non riconoscere il sicuro valore di un protagonista di una lunga stagione della nostra migliore pittura, e non solo. Un vero articonformista che non ha mai inseguito le tendenze alla moda e le opinioni che sembravano vincenti. Gaetano Memmo non ha mai cercato di piegare le ragioni della sua arte, e della sua vita, agli interessi prevalenti. Il maestro di tante generazioni non ha mai imitato il comportamento, tipico del nostro tempo, quello di cercare di accomodarsi, di volta in volta, sul carro dei vincitori e dei presunti tali. Egli era uno dei nostri punti di riferimento sicuri, uno dei rari uomini ed artisti che non si faceva mai superare in generosità e che veramente davano un senso al nostro lavoro in tempi in cui sembrano prevalere, soprattutto, uomini dal cuore angusto.
Noi avevamo pensato di rendergli un grande omaggio, da realizzare anche con la sua collaborazione, quale riconoscimento parziale alla costante qualità e freschezza giovanile, quella di un vero artista che ha dipinto per tutta la vita senza cadute di livello ma mantenendo sempre elevata la sua creatività. Ora dovremo farlo senza di lui, senza la sua presenza fisica, ma con la sua vicinanza che ci accompagnerà sempre in una continuità di amorosi sensi che non può estinguersi e morire.
Settanta anni di pittura, più di una vita. Egli era per noi il punto di riferimento sicuro, sereno, sempre dai sentimenti elevati.
Riferendosi alle sue opere hanno parlato di un “lungo itinerario alla ricerca della bellezza”, di un omaggio costante a tutto ciò che è più elevato e che, attraverso una strada privilegiata, quella dell’arte vera, ci avvicina a Dio.
Un abbraccio forte a tutta la famiglia che ha perduto, con lui, non solo un approdo tranquillo nella navigazione sempre difficile della vita. Tutti noi restiamo privi di un uomo che conosceva bene il significato dell’amicizia autentica.

Vincenzo Centorame
e tutta la Fondazione Michetti