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Prometeo e il fuoco di Chiara Strozzieri
Lupo e Asso, come dire Luciano Lupoletti e Ivo Galassi, sono l’emblema della sperimentazione artistica contemporanea. Concentrati ognuno su una ricerca specifica, eppure reciprocamente attratti da quella dell’altro, questi due artisti dalla storia umana e professionale così diversa hanno trovato un loro equilibrio in una organizzazione complessa del lavoro creativo. Non si tratta solo di influenze di pensiero, ma anche di concrete collaborazioni , che danno vita ad opere a quattro mani. Teorico del progetto è Luciano Lupoletti, una figura eclettica del panorama artistico abruzzese, che ha spaziato dall’arte astratta a quella concettuale con grande disinvoltura, costantemente guidato da un’irrequietezza di fondo che non gli ha mai permesso di rimanere fermo troppo a lungo sullo stesso ciclo pittorico. Mantiene in vita da sempre il suo estro creativo l’accavallarsi di sfide nuove dal punto di vista sia tecnico, che tematico, insieme a una propensione per la mescolanza di idee proprie con quelle altrui. Ecco dunque che Lupo cerca Asso, perché ne ha bisogno per sfamare il suo desiderio di novità e trova in lui una parte di se stesso, ammirando la maniera in cui egli ha sviluppato alcuni aspetti della sua stessa personalità. Asso è un uomo di esperienza, allenato alla lavorazione del ferro tanto sa assurgerlo a prodotto artistico e curarne attentamente l’aspetto estetico. La grande padronanza della materia, che gli permette di eseguire inizialmente eleganti figure zoomorfe, convince Lupo che egli possa essere il suo braccio mancante, adatto a interpretare a suo modo progetti scultorei particolarmente elaborati e capace altresì di dare un contributo decisivo all’idea, ponendola di fronte a rischi tecnici effettivi. I due attingono a piene mani al mondo della cultura, sviscerando ogni suo aspetto, dal cinema alla letteratura, dal mito alla storia.