cesaroli

Una lunga riflessione sulla opportunità di un dialogo approfondito sulla situazione dell’arte contemporanea ha portato alla realizzazione di questa “Proposta” che ne vuole essere un contributo sincero. Ma un discorso fatto da me, a presentazione delle quattro litografie raccolte in questa cartella, può sembrare di opinabile gusto: chi parla “pro domo sua” è sempre in posizione di sospetto; ma ogni tanto essere esageratamente sinceri fa buon sangue. Devo aggiungere che questa decisione è dovuta, in gran parte, all’indimenticabile Dino Buzzati. Fu proprio Lui, quell’inimitabile maestro, a sollecitarmi ad uscire dal mio riserbo, dal mio pudore per la polemica. Un giorno, durante uno dei nostri periodici incontri, Buzzati mi disse di scuotermi dal silenzio e di affrontare la realtà, quella realtà che si nutre di caroselli, di cinegiornali, di falsi messaggi e di ipocrisia, per combatterla alla luce della propria capacità di operare. Ora, in Sua assenza, come doveroso ricordo e in omaggio alla sua arte, ho voluto realizzare quest’opera che non vuol fare il punto sulla pittura contemporanea, ma invitare ad una verifica della situazione che, spesso, denuncia di aver smarrito il senso delle origini per degradarsi a livello velleitario e per snaturarsi in arbitrio. E’ una “Proposta” per la verifica, attraverso le proprie nozioni sul terreno dell’esperienza, di una poetica della sensibilità e della franchezza emotiva del colore come elementi essenziali ed insostituibili per stabilire, attraverso l’opera d’arte, un rapporto, un dialogo. Troppo spesso si constata come questa corrispondenza di sensibilità viene elusa dietro fumose lacerazioni interiori e tormenti ancestrali che tentano di confondere, in complicazioni tortuose, la schiettezza semplice e pulita dell’opera d’arte autentica. Tuttavia questo dialogo qui è solo accennato: ha valore di una indicazione da portare alle sue conseguenze effettive, rimettendo liberamente in discussione tutti i dati della conoscenza in un ambito di scelte abbastanza autonome e opponendo agli “accademismi avanzati” la qualità schietta dell’ispirazione artistica orientata verso una più precisa corrispondenza umana. Come se i misfatti resi all’arte da una situazione particolarmente intricata, che qui non sono evocati direttamente, mi avessero spinto verso una verità di cose e di volti amici, verso una verità quasi fisica, tattile delle presenze. Nelle litografie di questa cartella, nel disegno – il più semplice – e soprattutto, negli impasti trasparenti che contornano e strutturano l’immagine, ho voluto porre soltanto gli elementi per l’apertura di un rapporto dialogico che deve continuare nell’affinità dei sensi che lega sempre l’uomo alle cose semplici e all’ambiente divenuto sfondo: come una continuità di trapassi che significa una franca aderenza agli oggetti e alle presenze sentite come sensibilmente vive, vicine. L’”Invito”, la “Proposta”, “Dimensioni”, sono momenti di questo discorso che arriva, non come conclusione, all’”Omaggio a Buzzati”, l’Artista che, lontano dai clamori di Kafka, ha parlato col suo linguaggio semplice alla sensibilità dell’uomo, smuovendone le sensazioni e i sentimenti più profondi. Buzzati, l’uomo nell’accezione più nascosta e segreta, ma anche più vera, quella interiore. L’uomo solo, errabondo negli spazi inesplorati del mistero.

Ugo Cerasoli